Oggi ti racconto la storia a Saldo e Stralcio di Rosa, una donna che ho conosciuto da pochissimo e che mi ha raccontato una di quelle che rappresenta per me le “storie di routine” di cui mi occupo con Accord Soluzione Debiti ma che, per chi le affronta in prima persona come parte lesa, possono rappresentare un vero e proprio cambiamento.

Rosa mi ha contattato esprimendo la sua voglia di cominciare a operare come consulente del debito per risolvere operazioni a Saldo e Stralcio. Fin qui tutto mi è sembrato piuttosto regolare e consueto. Anche perché collaborando con tantissimi partner in Italia, questo è ciò che il mio staff ed io ci sentiamo dire ogni giorno.

Quel che però differenzia Rosa da chi generalmente ci contatta per diventare partner, è il suo perché.

 

Il perché di Rosa

La prima cosa che mi ha detto al telefono è stata “Francesca, io voglio aiutare le persone nello stesso modo in cui avrei voluto essere aiutata a mio tempo. Io di trattative a Saldo e Stralcio conosco praticamente tutto, le ho vissute sulla mia pelle in prima persona e sono stata costretta a studiarle per risolvere il mio debito. Questo mi ha fatto capire quanto sia importante non arrendersi mai e quante possibilità ci sono per contrastare chi d’improvviso si piazza al centro del tuo salotto e vuole portarti via la casa senza sé e senza ma”.

 

Quelle parole mi lasciarono di stucco. Mai, mai mi era capitato di parlare alla prima telefonata con una persona con un grado di consapevolezza così alto riguardo le opportunità legate al Saldo e Stralcio e soprattutto con un trascorso così vivo sulla propria pelle.

 

La fase dei debiti

Rosa aveva solo 27 anni quando le è stata pignorata la casa. Era una ragazzina ignara del mondo legato alle banche e a tutto quello che può scatenare un pignoramento. Il suo calvario è durato ben 8 anni. Anni passati nella paura, nel dolore e nella più grande mortificazione.

Sì, perché l’aggravante di Rosa è stato quello di vivere in un piccolo paese: “tutti, in pochissimi giorni, erano venuti a conoscenza del fatto. Mi incontravano per strada e mi guardavano malissimo. Sembrava che io avessi ucciso qualcuno.

Sai, Francesca, è ancora più difficile quando vieni da una famiglia stimata e sei anche una piccola imprenditrice. Le persone di me si erano fatte un’idea positiva. Andavo in giro con il mio SUV e tutti pensavano che stessi bene economicamente. Infatti, io non me la passavo male, non c’era nulla di cui potessi lamentarmi. La mia vita era normalissima nel bene e nel male. Fu quella maledetta crisi del 2008 a rovinare tutto.

In un solo momento, senza riuscire a rendercene conto, abbiamo dovuto chiudere tutto. E subito dopo sono cominciati i debiti con il mutuo. Mio marito ed io non abbiamo mai condotto una vita lussuosa. Eravamo felici di stare insieme nella nostra casa e di aver costruito in poco tempo la nostra famiglia con le nostre due bellissime figlie. Ma a volte le cose non dipendono da te. Così quelle che dovevano essere solo poche rate arretrate sono diventati €80.000 di debiti. Non ne siamo riusciti a venir fuori in nessuna ragione e così è partito in pochissimo tempo il pignoramento.

Noi non avevamo nulla, solo la nostra casa che ci eravamo costruiti con tantissimo amore e sacrificio. Quindi quella era l’unica cosa che potevano portarci via. Ma io a 27 anni veramente non avrei mai immaginato di dover affrontare certe situazioni.

Una sera arrivarono in casa mia senza chiedere permesso. Si piazzarono nel salotto di casa e mi dissero che non sarebbe servito a niente continuare a opporsi o fare sforzi perché tutto era deciso e l’unico modo per sanare il debito era vendere la casa all’asta.

Passai notti insonni a studiare tutte le leggi in vigore a quel tempo e cercare un escamotage, un cavillo, al quale potermi aggrappare per temporeggiare. Non sapevo assolutamente a chi rivolgermi, ero spaventatissima. Eppure, ero anche tanto determinata a non voler perdere la casa che rappresentava tutto ciò che di più caro avevo costruito con la mia famiglia.

Devo dire che il bancario della filiale prese a cuore la situazione, cercò di aiutarmi in tutti i modi ma c’era davvero poco da poter fare. Però a me poi venne un’idea… era la mia ultima speranza.

Da parte avevo accumulato una piccola somma di €10.000 ed erano gli unici che avrei potuto utilizzare ed elargire istantaneamente alla banca in attesa di trovare un acquirente per rivendere l’immobile (a un prezzo più dignitoso rispetto a quello che stavano concordando per metterla all’asta) e saldare il resto del debito.

Il bancario ci credeva veramente poco all’ipotesi che potessero accettare ma disse che giunti a quel punto, provarci non sarebbe poi costato chissà cosa. Preparai il fax e lo mandai subito all’ufficio della banca, in cui, proprio in quell’istante, senza che io lo sapessi, stavano proprio chiudendo l’accordo fissando la cifra d’asta da cui partire per la vendita della mia casa.

Stento a crederci quando lo racconto oggi, eppure proprio nel momento in cui stavano per chiudere l’accordo, arrivò la mia proposta a Saldo e Stralcio. La lessero istantaneamente decidendo, contro ogni pronostico, di accettarla.

Intanto, io, che lavoravo come cuoca, ti lascio immaginare in che condizioni cucinavo.

Il bancario che seguiva la mia causa era scioccato quanto me mentre mi dava la notizia al telefono. Io, improvvisamente, mi sentivo più leggera.

Avevo dunque avuto modo di temporeggiare cominciando a saldare subito i  €10.000 adesso c’era solo un’altra cosa da fare: vendere la casa. Avevo bisogno che né mio marito né io fossimo più legati a quell’immobile. Per fortuna ho un carissimo amico che reputo un fratello: l’unico a cui avrei potuto chiedere un favore del genere.

Chiesi a lui di acquistare l’immobile per mio conto e di intestarselo, così da poter presentare un acquirente alla banca creditrice e sciogliere ogni legame tra me e la mia casa senza perderla.

Le cose sono andate bene. Se oggi sono qui a parlarne non è per farmi compatire ma è perché sento il bisogno di essere una testimonianza per tutti quelli che non hanno la mia stessa forza.

Vivo ancora in quella casa, la stessa casa che volevano portarmi via. Ho saldato tutti i miei debiti con il Saldo e Stralcio e ho avuto modo di ricominciare insieme al resto della mia famiglia.

Eppure, posso assicurarti Francesca che sono stati gli 8 anni più duri della mia vita. C’erano giorni che mi sentivo sprofondare e credevo che un mondo più ingiusto non potesse esistere, altri giorni che la speranza mi costringeva ad andare avanti e tenere duro, perché un’alternativa doveva esistere.

Se sono arrivata alla trattativa, è stato un puro caso dettato dalla disperazione. Io non avevo veramente null’altro da perdere giunti a quel punto.”

 

La voglia di mettersi a disposizione degli altri con il Saldo e Stralcio

Se c’è una cosa che più di tutto mi fa sorridere pensando a quest’incredibile storia, è il pensiero che Rosa oggi senta il forte desiderio di cominciare a operare come consulente del debito non per guadagnarci, ma perché sente il bisogno di essere utile a chi sta vivendo ciò che ha passato anche lei.

“Francesca io so benissimo la disperazione cosa può far fare alla gente. E so benissimo che la mia determinazione è un’eccezione.

Le persone si fanno travolgere dalla paura e dalla disperazione e tendono ad essere diffidenti e a chiudere la porta – finché possono – a chiunque si presenti davanti a loro. Eppure, io so che esistono delle soluzioni e vorrei esserne un’utile promotrice.

Ti dico la verità, a me oggi ringraziando a Dio non manca niente. Ho un lavoro stabile, due bellissime figlie in salute, un marito che mi ama e la mia casa ancora in mio possesso. Però sento di poter dare ancora di più e non perché io voglia guadagnarci.

Non lo faccio per questo ma per essere parte del cambiamento. Perché la soluzione esiste e chi non si arrende è sempre capace di trovarla.

Io lo so… ne sono la prova. Poi è chiaro, a volte bisogna riconoscere che non c’è nulla da poter fare ma non esiste affermarlo senza neanche averci provato per davvero. È questo che io voglio: provarci, sempre. Soprattutto nella massima delicatezza e correttezza.

Non posso accettare che qualcuno possa sentirsi in diritto di presentarsi a casa tua e, nel bel mezzo della cena, farti sentire un estraneo nella tua stessa proprietà. Le persone hanno una dignità, a prescindere dai problemi che possono palesarsi nel corso della vita di ognuno e su cui, talvolta, non riusciamo a mantenere il controllo, bisogna rispettarle.”

 

 

Dai debiti alla consulenza debitoria

Questa è la storia di Rosa e della bellissima telefonata che ci ha permesso di conoscerci.

Oggi Rosa è una donna serena, che ha trovato la forza in sé stessa e nella grande volontà di non voler perdere la casa. È stata strategica, ha saputo contrattare e lanciare le sue carte al momento giusto.

Nonostante fosse altamente influenzata da emozioni in subbuglio, ha saputo mantenere alta la sua stessa lucidità all’occorrenza e ne è uscita vincitrice da una delle situazioni peggiori che si possano presentare nella vita di una persona, grazie al Saldo e Stralcio.

Rosa, dopo aver riscattato sé stessa e la sua situazione debitoria, intende cominciare a operare come partner di Accord Soluzione Debiti e collaborare con me e il mio staff per aiutare tante persone nella sua stessa situazione.

Sicuramente lei detiene un valore aggiunto: non è solo una professionista capace di affrontare ogni operazione a Saldo e Stralcio – grazie al perfezionamento di studio e tecnica che le metteremo a disposizione – bensì, è anche una testimone diretta che ha la possibilità di creare un legame di fiducia ancor più forte con i suoi clienti, in quanto, sa esattamente cosa dire e come comportarsi per operare in maniera etica, professionale e giusta.

Rosa ha imparato sulla sua pelle, ciò che ogni consulente del debito dovrebbe sapere per operare al meglio: la gentilezza, la chiarezza e la perseveranza sono gli ingredienti segreti per lavorare bene come consulente del debito. Poi la tecnica e la strategia vengono da sé con l’esperienza ma non sono quelle le componenti principali per essere un valido consulente del debito.

 

Grazie Rosa, per aver condiviso con me la tua storia con me, spero avremo modo di collaborare presto insieme.

 

Francesca Scarpetta