Come viene interpretata un’operazione di Saldo e Stralcio dal debitore?

Parlo spesso delle opportunità del Saldo e Stralcio per chi intende diventare consulente del debito. Tratto molto meno l’argomento dal punto di vista del debitore. Quest’articolo, dunque, è dedicato a un approfondimento riguardo il modo in cui il debitore vede e vive la trattativa stragiudiziale.

Si tende a credere che, essendo un soggetto in preda alla disperazione, il debitore sia sempre favorevole alla proposta di trattativa e risoluzione del debito mediante operazione a Saldo e Stralcio. Caro consulente del debito, non sottovalutare mai la situazione psicologica del tuo potenziale cliente.

Ricorda che, per quanto sia bella e ammirevole la tua attività, è legata ad aspetti molto delicati e importanti che racchiudono la sfera psicologica ed emotiva.

 

Dunque, quali sono gli scenari che ti si potrebbero palesare davanti, nel momento in cui proponi al tuo cliente di delegarti per provare a stralciare il suo debito?

 

Il debitore si nega perché ti vede come un nemico

 

Molte persone, credono che la parte più difficile dell’ottenimento della delega, sia reperire i contatti del debitore. Trascurano totalmente la componente psicologica della persona.
Infatti, non andrebbe mai dimenticato che il consulente del debito non è il primo professionista ad aver contattato il debitore. Quest’ultimo, precedentemente, avrà subito forti pressioni da parte dei creditori e tutti i professionisti interessati nella risoluzione del suo debito (mediante metodi risolutivi e percepiti quasi aggressivi da chi li subisce, giustamente).

Pertanto, non è assolutamente difficile che la situazione di ribalti, portando il debitore a uno stadio di diffidenza altissimo in cui, chiunque provi ad avvicinarlo, venga percepito a priori come un nemico.

Vaglielo a far capire che tu sei diverso da tutti gli altri e vuoi aiutarlo…

 

Non è semplice ma nulla è impossibile. Parti da questo presupposto.

 

Questo articolo non vuole dissuaderti dal continuare ad affermarti come consulente del debito, anzi, vuole essere uno spunto di riflessione per farti comprendere a quali punti dovrai prestare maggiore attenzione per evitare inutili perdite di tempo.

 

Il fatto che il debitore non si fidi, è plausibile. Non puoi assolutamente biasimarlo, nessuno di noi può. Una delle cose che infatti dico spesso ai miei studenti e collaboratori, è che il nostro lavoro scinde dal pregiudizio.

Mi spiego meglio, tu devi essere un professionista a prescindere dal debitore che ti trovi davanti. Perché tante persone, i debiti li accumulano non per delle difficoltà intercorse alle quali non sono riusciti a porre rimedio. Bensì, semplicemente, per una pessima gestione delle proprie finanze.

 

Ciò non significa che tu possa sottrarre loro il tuo aiuto. A noi non deve interessare come sono arrivati al capolinea, ci deve interessare solo come farli uscire fuori dal tunnel.

 

Fatta questa breve precisazione, che avrò modo di approfondire in un articolo dedicato, torniamo al dunque.

 

Prima di cominciare ad approcciare con il debitore, è bene perciò che tu parta preparato ad ogni possibile scenario, partendo sempre da quello più difficile. Ciò significa che, se sarai capace di risolvere il più complicato, l’operazione sarà tua a prescindere dalla sua diffidenza.

 

Insomma, cerca di essere paziente e comprensivo. Soprattutto se sai che quell’operazione è realmente realizzabile e merita la tua attenzione. In caso contrario, le tue forze sarebbero vane e finiresti per dare una falsa illusione al tuo cliente.

 

È necessario che tu ti ponga in maniera amichevole e chiara. Devi essere pronto a spiegargli tutto nei dettagli ma al contempo in maniera semplice e comprensibile. Inutile utilizzare paroloni e aziendalese per far percepire la tua professionalità e competenza, finirai solo per allontanarlo. Deve percepirti come una figura sicura, amica. Questo sarà possibile solo se riuscirai a essere semplice e comprensibile nel linguaggio e nei modi.

 

Una delle politiche che adotto io con Accord Soluzione Debiti, per far comprendere loro la mia buona fede, è non chiedere mai compensi anticipati (se non un piccolo contributo spese iniziali, portando poi il guadagno della consulenza al buon esito dell’operazione). Dichiaro sempre che il mio utile verrà percepito solo a operazione conclusa, quando ci sarà la liquidità necessaria per potermi pagare.

 

Questo li fa riflettere. Se fossi solo l’ennesima professionista che vuole lucrare sulla situazione, non avrei perso tempo a chiedere compensi anticipati. Ma questo non è contemplabile dalla mia etica. Inoltre, finirei per allontanarli. Perché sarei solo l’ennesima che cerca soldi.

 

È vero che la mia è una prestazione di lavoro e in quanto tale è giusto che venga retribuita, ma ci sono modi e modi per farlo. Io cerco sempre il modo migliore per il debitore. Senza finire per procurargli altri pensieri e soprattutto altri debiti.

 

Il debitore è allo stremo delle forze e accetta perché non saprebbe cos’altro fare

Poi ci sono i debitori che non oppongono resistenze. Sono pochi. Però ci sono. Generalmente sono quelli più disperati, che veramente non hanno più nulla da perdere e soprattutto hanno esaurito le forze. Questo devo dire che può rappresentare talvolta un problema.

Perché non sempre si palesano soggetti raccomandabili a prestare soccorso a queste pratiche. Molto spesso, queste persone potrebbero essere rintracciate anche da improvvisatori seriali che si spacciano per professionisti competenti e alla fine aggiungono solo altri guai.
Quindi, spesso, paradossalmente, trovarsi davanti a soggetti diffidenti potrebbe aiutarci a dimostrare meglio la nostra competenza rispetto alla “concorrenza” (se così si può definire…)

È il debitore a contattarti per chiedere aiuto

 

Mi duole dirlo, ma spesso questa terza opzione di verifica soprattutto in casi molto particolari in cui difficilmente è possibile operare a Saldo e Stralcio. Infatti, difficilmente è il debitore a chiedere aiuto. Semplicemente perché sono veramente poche le persone che hanno capito pienamente l’utilità del consulente del debito nella risoluzione dei debiti. Generalmente, la prima figura a cui si pensa, è l’avvocato. Si può scegliere di rivolgersi a un legale, ma bisogna badare bene di essere sicuri che sia specializzato in pratiche di Saldo e Stralcio.

Nel corso della mia esperienza, mi sono resa conto che molte volte gli avvocati, non conoscendo il Saldo e Stralcio, dissuadono i clienti dall’intraprendere questo genere di percorso di risoluzione del debito. E questo non va bene.

 

 

Per concludere, ci tengo a ribadire il punto più importante su cui fondare tutte le tue interazioni con i debitori: sii sempre preparato ad affrontare lo scenario più difficile. Solo così potrai effettivamente essere in grado di risolvere qualsiasi situazione.

 

Per approfondire tutte le migliori tecniche di approccio per ottenere la delega dal debitore, ti consiglio di acquistare il mio e-book “Le 9 Fasi del Saldo e Stralcio” dove approfondisco l’argomento nel dettaglio.

 

A presto,

Francesca Scarpetta